Perché è importante Fallire?

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Il Fallimento generalmente è  visto come una sconfitta.  Se leggerai questo articolo potrai capire come sono stati utili per me i miei “Fallimenti”.

Fin dalle scuole elementari siamo stati condizionati a credere che fallire corrisponde a sbagliare, in parte è vero, ma è proprio così? Lo stesso Edison, inventore della lampadina diceva ““Io non ho fallito duemila volte nel fare una lampadina; semplicemente ho trovato mille novecento novantanove modi su come non va fatta una lampadina.


Non mi piace molto fare citazioni in questo blog, perché, fin dall’inizio, ho deciso di raccontare in queste pagine solo quelle che sono state le mie esperienze. Non perché mi reputo più importante di altri, ma perché credo che sia più onesto e veritiero raccontare le mie esperienze, fatte e testata sulla mia pelle.  Come molti di voi sapranno, dopo anni di duro lavoro, finalmente sono riuscito a raggiungere uno dei miei obbiettivi. Oggi ho un azienda che funziona, che lavora bene nel mondo del cinema, ed io stesso, facendo quello che ho sempre sognato di fare, mi sento bene. Sono sempre stato molto ambizioso ed ho ancora migliaia di sogni nel cassetto, quindi tutto quello  che sono riuscito a realizzare fino ad oggi non è altro che la punta di un iceberg.  Non è sempre stato così, anzi, la mia vita è stata una collezione di “fallimenti”. Fin da bambino sognavo di diventare un regista. All’età di otto anni, armato di una telecamera più grande di me, una vecchia VHS, girai il mio primo medio metraggio. Ricordo che insieme ai miei compagni di classe girammo un film su Superman. L’unico effetto speciale che avevamo a disposizione era l’ascensore di casa mia, che lo utilizzammo per farlo sembrare la porta di un astronave. Per anni ho inseguito questo sogno, nonostante le mie esperienze e gli studi non sono mai riuscito a trovare un produttore, questo fu il motivo per il quale decisi di diventare io il produttore di me stesso. I “Fallimenti” cominciarono fin da subito, ogni esperimento che attuavo falliva. Un piccolo produttore ha un bisogno costante di soldi e per reperire questi fondi, ogni volta dovevo inventarmi qualcosa. Imparai così facendo che quelli che io maledicevo e definivo “fallimenti” erano in realtà delle esperienze, o esperimenti, decisi così di dargli la giusta definizione. Non importava quanto tempo sprecavo o quanti soldi buttavo via, erano esperimenti. I soldi e il tempo speso per quegli “esperimenti” non erano buttati via, ma investiti. Investimenti a lungo termine che ho scoperto solo dopo alcuni anni essere tali. Ho trascorso nottate intere a montare video e a studiare i programmi di video editing, effetti speciali, ho acquistato libri, corsi, attrezzatura, e solo oggi capisco quanto quelle fallimentari esperienze sono state utili per crescere e per capire come muovermi in questo mondo. Per esempio, quando sono sul set e osservo un operatore oppure un montatore, so cosa stanno facendo perché io in primis ho fatto quel lavoro, ho usato quelle attrezzature, quindi quando voglio che mi facciano un lavoro, dopo aver acquisito quelle conoscenze, riesco a dare le indicazioni giuste. In altre parole io e i tecnici riusciamo a parlare la stessa lingua, proprio perché ho imparato a parlarla.

Un bravo produttore però non deve conoscere bene solo il mestiere dei tecnici, ma bensì deve avere accurata conoscenza di molte altre figure, dalla sartoria al lavoro degli sceneggiatori, degli scenografi, il compito degli attori, i doppiatori, le controfigure, gli stuntman, i cestini per il pranzo, le leggi, le regole, la distribuzione, praticamente tutto.

Ricapitolando, Imparate dai vostri fallimenti. Un errore fatto oggi sarà il successo di domani.

 

 

 

 

 

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Regista

Davide Tafuni in Arte Dado Martino Attore, Scrittore, Regista.

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2 Responses

  1. Star

    Un errore non è un sicuro successo di domani è più semplicemente esperienza e non è detto che si impari a non sbagliare più, anzi di solito chi fa un errore lo fa più e più volte fino o a farsi tanto male o ad avere la fortuna che nell’ennesimo errore ci sia la svolta.
    Un errore quindi è semplicemente parte di un bagaglio che ci portiamo dietro.

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